menu

Vittime del Dovere: lo Studio Legale Parente ottiene il riconoscimento dei benefici dopo anni di battaglie e supera l’eccezione di prescrizione

Quando gli altri dicono “è troppo tardi”, noi troviamo la strada per la giustizia

C’è un momento in cui ogni storia di sacrificio merita di essere ascoltata, indipendentemente da quanti anni siano trascorsi. È questo il principio che ha guidato gli Avvocati Giovanni Carlo Parente Zamparelli e Stefano Monti dello Studio Legale Parente in una recente, significativa vittoria giudiziaria in materia di vittime del dovere.
Il Tribunale di Catania – Sezione Lavoro – con sentenza n. 4630/2025, depositata il 29 dicembre 2025, ha accolto il ricorso presentato dal nostro studio, riconoscendo al cliente — un appartenente alle forze di polizia che aveva subito conseguenze permanenti nell’esercizio delle proprie funzioni — il pieno diritto ai benefici previsti per le vittime del dovere, con un riconoscimento del grado di invalidità pari al 14%, ben oltre la percentuale inizialmente attribuita in sede amministrativa.
Un risultato che molti colleghi avevano ritenuto irraggiungibile.

Il caso: un sacrificio ignorato per troppo tempo
Il nostro assistito aveva subito gravi conseguenze fisiche durante un intervento operativo svolto nell’ambito del proprio servizio nelle forze dell’ordine. Nonostante la natura del sacrificio compiuto, il riconoscimento amministrativo era rimasto gravemente insufficiente, con una percentuale di invalidità irrisoria rispetto alle reali condizioni di salute.
Negli anni successivi all’evento, il cliente aveva tentato di far valere i propri diritti, ma si era scontrato ripetutamente con la resistenza delle amministrazioni competenti — il Ministero dell’Interno e il Ministero della Difesa — e con la convinzione di diversi professionisti legali che la possibilità di agire fosse ormai preclusa.
Il nodo principale era rappresentato dalla prescrizione: le controparti ministeriali sostenevano che il diritto a ottenere il corretto riconoscimento dei benefici si fosse estinto a causa del tempo trascorso, rendendo di fatto impossibile qualsiasi tutela giudiziaria.
Era una porta che sembrava definitivamente chiusa.
La sfida giuridica: superare l’eccezione di prescrizione
La questione della prescrizione in materia di vittime del dovere è uno dei terreni più insidiosi del diritto militare e delle forze di polizia. Le amministrazioni resistenti tendono sistematicamente a opporre questa eccezione per paralizzare ogni tentativo di tutela, specialmente nei casi in cui gli eventi si sono verificati molti anni prima dell’instaurazione del giudizio.
Gli Avvocati Parente Zamparelli e Monti hanno costruito una strategia processuale fondata su un’analisi approfondita della normativa di settore — in particolare la Legge 23 dicembre 2005, n. 266 e il D.P.R. 7 luglio 2006, n. 243 — dimostrando come il diritto al riconoscimento dello status di vittima del dovere abbia una natura giuridica che non si presta a essere travolta dal semplice decorso del tempo nei termini invocati dalle amministrazioni.
L’argomentazione ha convinto il Giudice del Lavoro: l’eccezione di prescrizione è stata respinta, aprendo la strada alla piena cognizione del merito.

La sentenza del Tribunale di Catania: i punti chiave
La pronuncia del Tribunale di Catania n. 4630/2025 ha sancito una serie di statuizioni di assoluto rilievo, che riportiamo in forma anonimizzata nel rispetto della privacy del nostro assistito:
Accertamento del diritto ai benefici: il Tribunale ha riconosciuto il diritto del ricorrente a tutti i benefici previsti dalla normativa in favore delle vittime del dovere, con riconoscimento di un grado complessivo di invalidità del 14%, calcolato applicando i criteri del D.P.R. 30 ottobre 2009, n. 181 e comprensivo di danno biologico, danno morale e invalidità permanente.
Il Giudice ha dichiarato l’inefficacia dei provvedimenti con cui l’amministrazione aveva precedentemente ridimensionato il riconoscimento spettante al ricorrente.
La controparte è stata condannata al pagamento delle spese processuali, a ulteriore conferma della fondatezza della posizione sostenuta dal nostro studio.
Il risultato finale è il frutto di una perizia tecnica costruita nel tempo, con il supporto di una CTU medico-legale che ha permesso di rivalutare correttamente le percentuali di invalidità rispetto a quelle attribuite in sede amministrativa.

L’eccellenza dello Studio Legale Parente nel diritto militare e delle forze di polizia
Fondata nel 1924, la storia dello Studio Legale Parente si intreccia con decenni di tutela dei diritti di militari, appartenenti alle forze dell’ordine e dipendenti pubblici.
L’Avvocato Giovanni Carlo Parente Zamparelli, patrocinante in Cassazione con un’esperienza maturata in circa 10.000 contenziosi, è tra i massimi esperti in materia di diritto del lavoro pubblico, previdenza e contenzioso amministrativo contro le amministrazioni statali. La sua capacità di leggere le dinamiche interne dei Ministeri e di anticipare le strategie difensive delle controparti è una risorsa determinante in ogni fase del giudizio.
L’Avvocato Stefano Monti, ex ufficiale della Marina Militare, porta nel lavoro quotidiano dello studio una conoscenza diretta e approfondita dell’ordinamento militare, delle gerarchie interne e dei meccanismi procedurali delle amministrazioni della difesa e della sicurezza. Ha patrocinato migliaia di cause amministrative nel settore, con una specifica e consolidata esperienza in materia di cause di servizio, equo indennizzo, vittime del dovere e equiparazione agli invalidi di guerra.
Questa combinazione di competenze — tecnica, processuale e “dall’interno” — è ciò che consente allo studio di affrontare e vincere casi che altri professionisti considerano impossibili.
Se anche tu hai ricevuto un “no”: non è detto che sia l’ultima parola
Questa vicenda dimostra qualcosa di fondamentale: ricevere un diniego dall’amministrazione, o sentirsi dire da un collega legale che è troppo tardi, non significa necessariamente che la tutela sia preclusa.
Se sei un militare, un agente di polizia, un vigile del fuoco, un appartenente alle forze armate o alle forze dell’ordine, e: hai subito danni fisici o psicologici nello svolgimento del tuo servizio;
ritieni che il tuo grado di invalidità sia stato valutato in misura insufficiente;
ti è stato detto che i termini per agire sono scaduti;
hai già ricevuto pareri negativi da altri studi legali;
ti invitiamo a non rinunciare senza aver sentito il parere degli Avvocati Parente Zamparelli e Monti.
Il riconoscimento dello status di vittima del dovere e i relativi benefici — economici, previdenziali e di carriera — rappresentano un diritto che il legislatore ha voluto tutelare con particolare attenzione. È un diritto che merita di essere fatto valere, anche quando le istituzioni ostacolano il percorso.
Contattaci per una consulenza specialistica
Lo Studio Legale Parente offre consulenze specializzate in materia di:
Riconoscimento status di Vittima del Dovere (L. 266/2005)
Causa di servizio e invalidità permanente
Equo indennizzo per il personale delle forze armate e di polizia
Ricorsi contro i provvedimenti del Ministero dell’Interno e del Ministero della Difesa
Prescrizione e decadenza nei procedimenti amministrativi e giudiziali
Equiparazione agli invalidi di guerra
Contenzioso davanti ai Tribunali del Lavoro e ai Tribunali Amministrativi Regionali
📍 Studio Legale Parente
Avv. Giovanni Carlo Parente Zamparelli | Avv. Stefano Monti
🌐
www.studiolegaleparente.com