scorrimento idonei

Scorrimento idonei Polizia di Stato 2017: Il TAR Lazio, con una importante sentenza, ha dichiarato non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale  della legge che ha modificato, in itinere e retroattivamente, i requisiti  richiesti per il concorso pubblico per l’assunzione di 893 allievi della Polizia di Stato del 2017.

Questa procedura concorsuale, come rilevato dal TAR, presenta diverse e rilevanti irregolarità, le quali hanno alterato profondamente la graduatoria ed il relativo scorrimento idonei all’immissione a ruolo.

Solo grazie alle centinaia di ricorsi presentati dagli aspiranti poliziotti, molti dei quali rappresentati dallo Studio Legale Parente, è stato possibile raggiungere un primo importantissimo traguardo verso il riconoscimento dei diritti dei giovani partecipanti.

L’amministrazione, infatti, attraverso una legge-provvedimento ad efficacia retroattiva, ha modificato, dopo la formazione della graduatoria, i requisiti anagrafici e culturali richiesti, riaprendo la procedura concorsuale, ed ammettendo alla prosecuzione della stessa solo i candidati in possesso di requisiti diversi da quelli stabiliti per l’ammissione alla prova scritta.

“La graduatoria, in sostanza, è stata modificata a posteriori, in modo da escludere dall’assunzione numerosi candidati utilmente classificatisi in base al criterio meritocratico (voto della prova scritta) a beneficio di altri candidati, meno meritevoli, stando ai criteri di valutazione concorsuali, ma più giovani di età (o anche in possesso di un titolo di studio superiore).

La modificazione della graduatoria, in questo risiede la particolarità della fattispecie, non è stata disposta con un provvedimento amministrativo, ma con la legge di conversione di un decreto legge.”

Solo grazie al sapiente ausilio di avvocati esperti è stato possibile tutelare le aspettative dei giovani in siffatta delicata materia.

Il TAR Lazio, accogliendo i ricorsi degli aspiranti poliziotti, ha condannato il “cambio delle regole a partita in corso”.

Nello specifico il tribunale ha stabilito che: “ciò che appare irragionevole, intrinsecamente contraddittorio e in contrasto con i principi costituzionali di imparzialità della pubblica amministrazione e di eguaglianza di tutti i cittadini che abbiano partecipato ad un concorso pubblico, nonché di certezza del diritto e di rispetto del legittimo affidamento, è l’opzione di attingere ad un concorso già espletato, modificando retroattivamente i requisiti di ammissione e procedendo allo scorrimento di una graduatoria che viene modificata dopo la conclusione degli esami, escludendo dalla stessa taluni concorrenti e procedendo all’assunzione di altri candidati, sulla base di un criterio di selezione inesistente al momento dello svolgimento delle prove d’esame.”

In attesa di ulteriori sviluppi sulla questione, lo Studio Legale Parente rimane disponibile per consulenze.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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