Il TAR Lazio, con sentenza depositata il 31 marzo 2010, ha accertato che il MInistero dell'Interno non ha provveduto a definire il procedimento entro il termine di 730 giorni previsto dalla norma ed ha accolto il ricorso “sotto il profilo della violazione dell'obbligo dell'amministrazione di pronunciarsi sull'istanza avanzata dal ricorrente”. Il successivo 16 aprile il ricorrente ha sostenuto il rituale colloquio presso l'Ufficio Immigrazione della Questura di Roma.

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