Il Tribunale Militare di Roma ha assolto il Maresciallo G.P. perchè il fatto non sussiste. A seguito di perquisizione effettuata sia in ufficio che in abitazione venivano rinvenuti molteplici generi alimentari coincidenti con quelli in uso presso la mensa militare. Grazie ad un'approfondita indagine difensiva è emerso, da un lato, che sia il sottufficiale ai viveri che impiegati della mensa medesima hanno escluso che dalla linea di distribuzione della mensa potessero avanzare prodotti commestibili, dall'altro, che una teste, amica della moglie è solita accompagnare quest'ultima presso grandi catene distributrici per comprare grandi quantità di generi alimentari per spuntare prezzi più vantaggiosi.Il Tribunale, fa luce definitivamente sulla vicenda sentenziando: “(…) l'assunto accusatorio si basa pertanto su un falso sillogismo: partendo dal rilievo che nel congelatore del G. sono stati rinvenuti generi alimentari, considerando che detti generi sono coincidenti con quelli distribuiti alla mensa di servizio, si perviene alla conclusione che essi sono il risultato di un illecito imnpossessamento ad opera dell'imputato. Ragionamento deduttivo che (…) non può essere condiviso (…) In conclusione ad avviso del Collegio non è stata raggiunta la prova che il G. si sia impossessato di alcun prodotto alimentare del quale aveva possesso per ragione del suo ufficio”.

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