Il caso è quello del programma televisivo “Le Iene”, i cui inviati avevano con sotterfugi prelevato campioni di urina di alcuni parlamentari, scoprendo che molti di essi facevano uso di stupefacenti. Secondo la cassazione “il giornalista deve rispettare i limiti del diritto di cronaca, in particolare, quello della essenzialità della informazione riguardo a fatti di interesse pubblico; inoltre, può trattare i dati personali relativi a circostanze o fatti resi noti direttamente dagli interessati o attraverso un loro comportamento pubblico”. In allegato la sentenza.

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