Guardia di Finanza

Nell’espletamento del mandato conferito lo Studio Legale Parente ha ottenuto la richiesta di archiviazione nei confronti di due Finanzieri sottoposti ad indagine da parte della Procura Militare.

Verso la conclusione del proprio turno di servizio, due Finanzieri erano costretti ad andare oltre il proprio turno

Tale circostanza si rendeva necessaria per terminare le operazioni già iniziate durante il loro turno.

I due militari, mentre rientravano in caserma, notavano dei ragazzi sospetti.

Decidevano così di procedere a fermare i ragazzi per un controllo.

All’esito dei primi accertamenti, uno dei ragazzi risultava privo del documento di identità, del permesso di soggiorno e con dei precedenti penali.

Di conseguenza il soggetto veniva portato in caserma a turno già terminato.

Poiché avevano finito il turno e visto il contesto, i due Finanzieri chiedevano l’autorizzazione a proseguire il turno per portare a termine l’attività già iniziata, senza ricevere una autorizzazione espressa.

Tuttavia, poiché i colleghi di turno erano occupati in altre attività e visto il contesto ritenevano che vi fosse stata una autorizzazione al proseguimento dell’attività oltre l’orario di servizio.

Giunti in caserma le operazioni richiedevano più tempo rispetto al normale.

Tuttavia i due Finanzieri venivano sottoposti ad indagini dalla Procura Militare della Repubblica per il reato militare di disobbedienza aggravata e truffa militare pluriaggravata, in concorso e continuazione.

Grazie all’intervento del nostro Studio Legale il Pubblico Ministero chiedeva al Giudice per le Indagini Preliminari disporre l’archiviazione nei confronti dei due Finanzieri.

Secondo il P.M., infatti, “le operazioni svolte dai militari in oggetto non possono che essere qualificate come “esigenze indifferibili e urgenti” giacché si era dinanzi a dei soggetti sospetti, di cui uno con precedenti acclarati.

Da quanto sopra discende che non si configura l’ipotesi di disobbedienza.

Del resto, essendo i fatti andati come sopra descritto, ai militari che avessero ‘chiuso’ il loro turno alle ore 18:00 come previsto dal foglio di servizio, in presenza delle circostanze sopra richiamate, sarebbe potuto essere contestato il reato di omissione di atti d’ufficio ex art. 328 c.p. anche con riguardo all’art. 39 cmp.

Emerge in atti che i due militari hanno semplicemente assolto ai loro doveri.

Inoltre va sottolineato che il superiore era di fatto a conoscenza che, superato l’orario di fine turno, il Fin. XXX e il Mar. XXX fossero ancora impegnati nelle operazioni descritte sopra.

Nonostante ciò il superiore non ha impartito alcun ordine di interrompere le operazioni, o di indicare che quel controllo non rientrava nelle competenze dei due militari, bensì ha semplicemente lasciato proseguire le operazioni.

Il che basta di per sé a ritenere ‘implicita’, se non ‘tacitamente concessa’, l’autorizzazione a proseguire l’attività in corso oltre l’orario di servizio”.

Forte della enorme esperienza maturata negli anni, lo Studio Legale Parente è pronto ad aiutarti nella difesa dei tuoi diritti. Chiamaci anche solo per un consulto. Il nostro Studio punta sempre al raggiungimento dell’obiettivo.

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