Possibile ondata di risarcimenti in arrivo per le famiglie i cui bambini sono stati costretti, nel periodo più intenso della pandemia, ad indossare mascherine negli ambienti scolastici.

È questa la pronuncia del TAR del Lazio che, con sentenza 9343/2021, ritiene illegittimo il d.P.C.M. del 14 gennaio 2021 dell’allora governo Conte.

Il decreto imponeva, tra le altre cose, l’uso delle mascherine a scuola anche in situazioni di rispetto delle distanze e di staticità. Tale illegittimità si limita tuttavia ai soli fini risarcitori.

Decreto che, secondo il TAR, si discosterebbe dalle indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico che in quei mesi aveva suggerito le norme di comportamento più sicure. Nel ricorso presentato si legge infatti che “[i genitori] lamentano che l’imposizione dell’obbligo di indossare la mascherina, per tutto il tempo delle lezioni ‘in presenza’, sia immotivata e sia viziata da difetto di istruttoria”.

Il ricorso era stato presentato dai genitori di una bimba di 9 anni, secondi i quali la scelta del governo fu “sproporzionata e irragionevole” e che ora, insieme a molti altri, potrebbero godere di un risarcimento da parte dello Stato.

“La sentenza è importantissima” – ha affermato l’avvocato Scifo, che ha rappresentato insieme all’avvocato Linda Corrias la famiglia che ha fatto ricorso – “perché permette il risarcimento dei danni per un obbligo che è abusivo, quello di portare le mascherine al chiuso senza che sia stata fatta prima alcuna prescrizione o valutazione medica.”.

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