Il TAR Lazio ha accolto il ricorso presentato da una candidata esclusa dall'arruolamento in Polizia Penitenziaria per la presenza di un tatuaggio sul braccio. Il giudice ha stabilito che “la Commissione medica non poteva fondare, così come ha fatto, il giudizio di inidoneità sulla semplice presenza di un tatuaggio in una zona del corpo ma doveva darsi carico di accertare se a causa del rilevato tatuaggio la cute del ricorrente risultasse alterata, ovvero se dalla forma e dalle dimensioni delle figure incise sulla pelle potesse attribuirsi al deducente una personalità abnorme”

Condividi questo articolo