Concorso Polizia di Stato, esclusione per massa grassa (PBF): come abbiamo vinto al TAR del Lazio e fatto immettere in servizio il nostro cliente
Un’Ingiustizia in Divisa: Escluso per un Dato Sbagliato
Immaginate di aver superato prove scritte, orali e fisiche di un concorso pubblico per diventare Allievo Agente della Polizia di Stato. Immaginate di aver dedicato mesi di preparazione, sacrifici e aspettative a quell’obiettivo. Poi, con una fredda comunicazione amministrativa, arriva l’esclusione: “Alterazione della composizione corporea (PBF 26,0%) ai sensi dell’art. 3, comma 1, Tabella A del D.P.R. n. 207 del 17 dicembre 2015”. Non idoneo. Fine dei sogni — o almeno così sembrava.
È esattamente quello che è accaduto a un nostro assistito, candidato al concorso pubblico per titoli ed esami per il reclutamento di 559 Allievi Agenti della Polizia di Stato, escluso con provvedimento del Ministero dell’Interno. Un’esclusione che gli avvocati Giovanni Carlo Parente Zamparelli e Stefano Monti dello Studio Legale Parente hanno impugnato davanti al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, ottenendo l’annullamento del provvedimento e, definitivamente, l’immissione in servizio del candidato.
Questo è il racconto di come è stato possibile.
Il Problema Giuridico: Il Dogma dell’Irripetibilità degli Accertamenti Medici
Chi è stato escluso da un concorso per le Forze Armate o per i Corpi di Polizia — Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Esercito, Marina, Aeronautica per eccesso ponderale — conosce bene la risposta che si sente dare quasi sempre dai professionisti interpellati: “Gli accertamenti psico-fisici in parola sono irripetibili. Non c’è niente da fare.”
Questo orientamento non è infondato. Una parte significativa della giurisprudenza amministrativa ha tradizionalmente qualificato le valutazioni delle Commissioni Mediche concorsuali come atti tecnici neutrali e irripetibili, ispirati al principio del tempus regit actum: l’accertamento fotografa lo stato fisico del candidato in un preciso momento, e quella fotografia non può essere rimessa in discussione per garantire la par condicio tra tutti i concorrenti. In questa logica, eventuali esami medici privati successivi all’esclusione — per quanto favorevoli al candidato — non varrebbero a scalfire il giudizio dell’Amministrazione.
Eppure, questo “dogma” non è assoluto. E i nostri avvocati lo sapevano.
La Strategia Vincente degli Avvocati Parente Zamparelli e Monti: Superare l’Irripetibilità con la Verificazione Giudiziale
La chiave del successo non è stata negare il principio, ma dimostrarne l’inapplicabilità al caso concreto, evidenziando come la misurazione della massa grassa effettuata dalla Commissione Medica fosse affetta da un’inattendibilità metodologica tale da renderla giuridicamente insostenibile.
Gli avvocati Giovanni Carlo Parente Zamparelli e Stefano Monti hanno costruito una strategia processuale su due pilastri fondamentali:
1. Il “principio di prova” immediato e qualificato.
Prima ancora di proporre ricorso, i legali hanno raccolto documentazione medica solida e tempestiva che attestava un valore di massa grassa corporea del candidato sensibilmente inferiore a quello rilevato dalla Commissione. Una discrepanza così significativa da non poter essere spiegata con fisiologiche variazioni nel tempo, ma solo con un errore nella misurazione originaria.
2. La richiesta di verificazione giudiziale.
Anziché limitarsi alla produzione di documentazione privata — che in sé, come detto, difficilmente supera il vaglio giurisdizionale — gli avvocati hanno tempestivamente richiesto al TAR del Lazio di disporre una verificazione, ovvero un accertamento tecnico eseguito sotto l’autorità del giudice amministrativo. Questo strumento processuale, disciplinato dagli artt. 19 e 66 del Codice del Processo Amministrativo, consente al Tribunale di verificare con metodo scientifico e terzietà se la valutazione dell’Amministrazione sia stata attendibile o, al contrario, palesemente errata.
La giurisprudenza più recente ha valorizzato proprio questo strumento: il TAR Lazio (Sez. I Bis, 14 febbraio 2025, n. 3364; Sez. I Stralcio, 5 gennaio 2024, n. 247) ha riconosciuto che la verificazione è lo strumento idoneo a superare la presunzione di neutralità dell’accertamento medico quando il candidato offra un principio di prova solido e la discrepanza con i dati ufficiali risulti obiettivamente incompatibile con mere variazioni fisiologiche nel tempo.
Il risultato? Il TAR ha accolto la richiesta e ha disposto la verificazione. L’esito ha certificato un indice di massa grassa reale del candidato pari al 22,9%, ben al di sotto della soglia che avrebbe giustificato l’esclusione.
I punti salienti della decisione sono stati:
Accertamento giudiziale della reale composizione corporea: la verificazione disposta dal TAR ha certificato un PBF del 22,9%, valore compatibile con i parametri normativi vigenti;
Applicazione del margine di tolleranza del 10%: il Tribunale ha confermato che il limite massimo consentito dalla normativa è il 24,2%, e non il 22%;
Annullamento dell’esclusione: il provvedimento impugnato è stato rimosso dall’ordinamento per illegittimità;
Ammissione con riserva e successiva immissione in servizio: il candidato è stato reintegrato nella procedura concorsuale e, all’esito, definitivamente immesso in servizio come Agente della Polizia di Stato;
Condanna dell’Amministrazione alle spese processuali: il Ministero dell’Interno è stato condannato a rimborsare le spese di giudizio, a riconoscimento della fondatezza delle ragioni del ricorrente.
Un risultato completo, che ha restituito al nostro cliente non soltanto il diritto formale a partecipare al concorso, ma la carriera che si era meritato.
Sei Stato Escluso da un Concorso per le Forze Armate o i Corpi di Polizia? Contattaci Ora
Se sei stato dichiarato non idoneo a un concorso per la Polizia di Stato, l’Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza, l’Esercito, la Marina Militare, l’Aeronautica Militare o altri Corpi di Polizia a causa di:
eccesso ponderale o massa grassa (PBF),
valori pressori, visivi, uditivi o altri parametri fisici ritenuti fuori norma,
qualsiasi altra valutazione psico-fisica della Commissione Medica,
non arrenderti prima di aver valutato il tuo caso con un professionista specializzato.
Come dimostra la vicenda descritta in questo articolo, ciò che appare definitivo può non esserlo. L’errore dell’Amministrazione è più frequente di quanto si pensi, e gli strumenti giuridici per contestarlo esistono — a condizione di agire con competenza, tempestività e la giusta strategia processuale.
Gli avvocati Giovanni Carlo Parente Zamparelli e Stefano Monti dello Studio Legale Parente vantano una consolidata esperienza nel contenzioso amministrativo in materia di concorsi pubblici, accertamenti medici e diritto dell’impiego pubblico. Sapranno valutare con precisione le possibilità di successo del tuo caso e assisterti in ogni fase del procedimento, dalla diffida stragiudiziale al ricorso davanti al TAR.
📩 Contattaci per una consulenza:
🌐 www.studiolegaleparente.com
Lo Studio Legale Parente opera su tutto il territorio nazionale in materia di diritto amministrativo, concorsi pubblici, pubblico impiego e contenzioso dinanzi ai Tribunali Amministrativi Regionali e al Consiglio di Stato.
Escluso dal Concorso Polizia di Stato per Eccesso Ponderale? Il TAR Lazio Dà Ragione al Candidato: La Vittoria dello Studio Legale Parente
