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Concorso Notarile Irregolare: Commenti Sessisti, Valutazioni Arbitrarie e il Diritto dei Candidati Esclusi di Ricorrere al TAR

Oltre al clamoroso sistema dei “nomi di santi”, il file Excel accidentalmente divulgato il 19 febbraio 2026 ha portato alla luce un quadro ancora più preoccupante di possibili irregolarità nella gestione delle prove scritte del concorso notarile 2024. Accanto ai presunti codici identificativi di natura religiosa, il documento conteneva infatti una serie di annotazioni che lasciano trasparire un approccio valutativo tutt’altro che imparziale e oggettivo da parte della commissione esaminatrice.
Alcune candidate risultavano etichettate con il termine “carina”, in un’evidente e inaccettabile commistione tra giudizi estetici del tutto irrilevanti e la valutazione delle competenze giuridiche. Altrettanto preoccupanti sono le espressioni relative al merito degli elaborati: locuzioni come “graziato sul commerciale”, “salvato sul civile”, “fenomeno” o “genio?” non descrivono una valutazione tecnica basata su criteri predeterminati e uniformi, ma sembrano piuttosto riflettere impressioni soggettive, favoritismi o perfino forme di irrisione nei confronti di alcuni candidati. Senza dimenticare il riferimento a un appuntamento extraprofessionale — “sciopero e cena a Enoteca Corsi” — che suggerisce un clima di familiarità e commistione tra alcuni candidati e i membri della commissione del tutto incompatibile con i doveri di terzietà e imparzialità che la legge impone.
Sul piano giuridico, ciascuno di questi elementi configura potenziali vizi di legittimità autonomamente rilevanti e suscettibili di impugnazione dinanzi al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) competente. In particolare:
La disparità di trattamento tra candidati, emersa dall’utilizzo di criteri di valutazione soggettivi e non predeterminati, viola il principio di parità delle armi che deve presiedere ogni procedura concorsuale pubblica.
I giudizi estetici e sessisti nei confronti di candidate donne configurano una discriminazione di genere, in violazione delle normative antidiscriminatorie vigenti a livello nazionale ed europeo.
L’assenza di criteri valutativi omogenei e verificabili, desumibile dalla natura delle annotazioni, priva la correzione degli elaborati di quella motivazione tecnica minima che la giurisprudenza amministrativa ritiene indispensabile per la legittimità delle prove concorsuali.
I candidati esclusi possono presentare ricorso al TAR entro 60 giorni dalla pubblicazione della graduatoria o dalla notifica dell’atto lesivo, chiedendo l’annullamento delle prove scritte, la propria riammissione con riserva agli orali, o la correzione della graduatoria. In presenza di un’urgenza qualificata — come quella determinata dall’imminente svolgimento delle prove orali — è possibile richiedere contestualmente una misura cautelare sospensiva che blocchi l’avanzamento del concorso nelle more della decisione nel merito.
L’Avv. Giovanni Carlo Parente Zamparelli e l’Avv. Stefano Monti, con la propria specializzazione nel contenzioso amministrativo in materia concorsuale, sono a disposizione per analizzare la posizione individuale di ciascun candidato escluso e costruire una strategia difensiva efficace, mirata a ottenere il pieno riconoscimento dei propri diritti davanti al giudice amministrativo. Contatta lo Studio Legale Parente per una consulenza riservata e personalizzata: ogni caso ha le proprie specificità e merita un’analisi approfondita da parte di professionisti esperti del settore.