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Diritto risarcimento danni per esclusione arruolamento Polizia Penitenziaria – 2

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 1636 dell’anno 2015, proposto da:
Società “Gardenia S.r.l. Costruzioni e Servizi”, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dall’avv. Luciano Costanzo, con il quale è elettivamente domiciliata in Napoli, alla via Dei Fiorentini n. 21, presso lo studio dell’avv. Marco Andreoli;

contro

Comune di Aversa, in persona del Sindaco p.t., rappresentato e difeso dall’avv. Giuseppe Nerone, unitamente al quale è elettivamente domiciliato in Napoli, alla via Cesario Console n. 3;

per la declaratoria di illegittimità e per l’annullamento

del silenzio inadempimento serbato dal Comune di Aversa sull’istanza prot. n.29394/2014, presentata dalla società ricorrente in data 29.9.2014 al fine di ottenere il rilascio del permesso di costruire su di un’area di proprietà.

 

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l’atto di costituzione in giudizio del Comune di Aversa;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 20 maggio 2015 il dott. Michelangelo Maria Liguori e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

 

FATTO

Con il presente ricorso, notificato a mezzo posta il 17/19 marzo 2015 e depositato il successivo 1 aprile, la “Gardenia s.r.l. Costruzioni e Servizi” ha esposto

– che era proprietaria di un terreno (della superficie catastale complessiva di mq. 6.413,00) sito in Aversa, alla via Madonna dell’Olio, ricadente in zona “G” del vigente strumento urbanistico (in catasto alla p.lla n. 5066 del foglio 6 del Comune di Aversa);

– che in tale area, ai sensi dell’art. 56 delle N.T.A. del PRG (intitolato “Zone G destinate ai servizi di interesse urbano e di quartiere”) è consentita la realizzazione di “1….opere per l’istruzione di base e dell’obbligo (IB),…attrezzature religiose esclusi i conventi (AR), dei centri civici ed attrezzature culturali e sociali (CC), dei servizi sanitari ed assistenziali (H), del verde pubblico di quartiere (VP), delle attrezzature sportive (AS), dei parcheggi pubblici (P), delle attrezzature dell’amministrazione e dei servizi pubblici (AP), delle biblioteche (B), del mercato (M) e degli impianti tecnologici (IP)”;

– che tale disposizione è stata interpretata dall’Amministrazione di Aversa come implicante la necessità di un atto di convenzionamento volto a disciplinare l’uso pubblico dei realizzandi parcheggi;

– che detto argomento era stato opposto (con determinazione n. 15 del 23.7.2013) ad essa ricorrente anche in occasione di una precedente richiesta presentata in data 7.3.2013 (prat. n. 8020/2013), volta al rilascio di un permesso di costruire per la realizzazione di “parcheggi con annesse attività commerciali”, denegata (o, più precisamente, annullata) proprio in ragione della ravvisata assenza della citata convenzione, oltre che per l’asserita mancata osservanza delle prescrizioni edilizie;

– che, pur avendo impugnato il detto provvedimento ostativo (con ricorso RG n. 5814/2013, ancora pendente), essa ricorrente, per esigenze di celerità, aveva deciso di presentare, in data 29.9.2014, una nuova richiesta di permesso di costruire (prot. n. 29394), recante variazioni rispetto all’originario progetto (atte a conformare l’interevento proposto ai rilievi in precedenza mossi dal Comune di Aversa), nonché corredata da un atto unilaterale d’obbligo relativo alla regolamentazione dell’uso pubblico del parcheggio;

– che, pur essendo ampiamente decorsi i termini di cui all’art. 20 DPR 380/2001, l’ente territoriale non aveva dato riscontro a tale istanza, ad onta della particolarità della fattispecie (in quanto involgente anche la regolamentazione dell’uso pubblico del parcheggio) e del sollecito successivamente inoltrato (a mezzo di diffida prot. n. 37979 del 2.12.2014).

Tanto esposto, la ricorrente ha impugnato il silenzio serbato dall’Amministrazione di Aversa, chiedendone l’annullamento o, comunque, la declaratoria di illegittimità, in quanto caratterizzato da “violazione degli artt. 3,4, 23 e 97 della Costituzione – violazione e falsa applicazione dell’art. 2 della L. 241/1990 – violazione dell’art. 20 del DPR 380/2001 – difetto di motivazione e di istruttoria”: oltre a esservi l’obbligo dell’Amministrazione a provvedere sulla presentata istanza di permesso di costruire, sussisterebbe uno specifico interesse della società richiedente ad avere comunque un riscontro in proposito; sebbene l’attuale formulazione dell’art. 20 DPR 380/2001 configuri un’ipotesi di silenzio-assenso (in caso di decorso di gg. 75 dalla presentazione di una istanza di permesso di costruire, senza riscontro ad opera della P.A.), nel caso di specie il Comune di Aversa sarebbe chiamato ad esprimersi non solo sulla conformità edilizia del realizzando intervento, ma anche sui contenuti dell’atto d’obbligo presentato dalla richiedente e per essa vincolante, e quindi su di una fattispecie di maggiore complessità rispetto a quella presa in considerazione dalla norma; anche in giurisprudenza si è ritenuta ammissibile l’azione avverso il silenzio su di una istanza di permesso di costruire, in casi in cui l’amministrazione sia connotata anche dall’esercizio di valutazioni discrezionali (così TAR Campania-Napoli, n. 200 del10.1.2014; n. 5334 del 22.11.2013); nell’occasione, peraltro, non sussisterebbe alcuna ragione ostativa all’accoglimento della formulata istanza, essendosi la società interessata, non solo adeguata alle prescrizioni imposte dal RUP con riferimento al rispetto delle altezze e all’impiego della progettata struttura anche per finalità di carattere pubblicistico, ma anche uniformata a quanto chiestole circa la redazione di un atto d’obbligo avente contenuto analogo a quello di altri atti posti a corredo di titoli abilitativi edilizi recentemente rilasciati.

Costituitosi in data 9 aprile 2015, il Comune di Aversa ha preliminarmente eccepito il difetto di legittimazione ad agire della ricorrente, stante l’assenza di prova circa la proprietà dell’immobile in questione, nonché l’inammissibilità del proposto gravame, poiché avente il medesimo oggetto del già pendente giudizio RG n. 5814/2013. In ogni caso, ha chiesto la riunione del presente giudizio a quello RG n. 5814/2013, appunto perché avente oggetto analogo.

Nel merito, ha poi contestato la possibilità di delineare un’ipotesi di silenzio inadempimento, avendo l’Amministrazione già emesso un provvedimento nella vicenda (ovvero la determina n. 15 del 23.7.2013, impugnata innanzi al TAR appunto con il ricorso RG n. 5814/2013); e, comunque, ha dedotto la non assentibilità del progettato intervento (ricadente in zona “G”, per le ragioni già ritenute fondate in sede giurisdizionale con sentenza n. 2050/2014 del TAR Campania-Napoli.

All’udienza camerale del 20 maggio 2015 la causa è stata quindi trattenuta in decisione.

DIRITTO

Preliminarmente, va disattesa l’eccezione, sollevata dal Comune di Aversa, di difetto di legittimazione ad agire della “Gardenia S.r.l. Costruzioni e Servizi”, avendo quest’ultima prodotto, in data 27 aprile 2015, al fine di dimostrare appunto il proprio titolo di legittimazione (quale proprietaria), copia dell’atto di acquisto del suolo in questione (individuato catastalmente con la p.lla 5066 del foglio 6); e su tale produzione non vi è stata alcuna contestazione ad opera di controparte.

Parimenti, va disattesa l’ulteriore eccezione del Comune resistente, fondata su una pretesa inammissibilità del presente ricorso per essere pendente innanzi al TAR Campania-Napoli altro giudizio (RG n. 5814/2013), avente ad oggetto l’impugnazione – sempre ad opera della “Gardenia S.r.l. Costruzioni e Servizi” – della determina comunale n. 15 del 23.7.2013, di annullamento del titolo edilizio tacito formatosi in dipendenza dell’inerzia seguita a una precedente richiesta di assenso riguardante un analogo intervento sul lotto in parola: rispetto alla precedente, infatti, si assume dalla ricorrente (e il punto non è stato contestato dalla controparte pubblica) che la richiesta originante il presente giudizio sarebbe diversa, per essere state apportate al progetto modifiche finalizzate ad adeguarlo ai rilievi in quella occasione mossi dall’amministrazione, nonché per essere stato posto corredo della nuova istanza un atto unilaterale d’obbligo avente ad oggetto la regolamentazione dell’uso pubblico del parcheggio. Appunto le evidenziate diversità dell’ultima istanza, unitamente alla considerazione che il rito da seguire in questo caso è non ordinario, bensì speciale, rendono non opportuno operare una riunione di questo giudizio a quello già pendente e prima ricordato (RG n. 5814/2013).

Nel merito, il ricorso è fondato e deve essere accolto.

Ricorrono i presupposti, in considerazione delle circostanze di seguito evidenziate, per affermare la sussistenza di un obbligo dell’amministrazione di provvedere.

Benché, infatti, la nuova formulazione dell’art. 20 del D.P.R. n. 380 del 2001, conseguente alle modifiche introdotte dal D.L. n. 70 del 2011, convertito con la l. n. 106 del 2011, abbia introdotto nel procedimento per il rilascio del permesso di costruire, al di fuori delle fattispecie nelle quali emerga la sussistenza dei vincoli espressamente indicati, una ipotesi di silenzio assenso, deve tuttavia ritenersi che dalla sopra indicata disposizione non discenda in ogni caso ed automaticamente l’inammissibilità dell’azione avverso il silenzio inadempimento ai sensi degli artt. 31 e 117 c.p.a., dovendo di contro essere valutata, al fine di verificare la sussistenza dell’obbligo dell’amministrazione di provvedere, la specificità della fattispecie esaminata, la natura del potere esercitato dall’amministrazione ed il complesso degli interessi coinvolti (T.A.R. Campania, Napoli, sez. II, 10 gennaio 2014 n. 200).

In particolare, va osservato che, nel caso di specie, la società ricorrente ha dedotto che l’area interessata dall’intervento è ricompresa nella zona “Gdestinata a” servizi di interesse urbano e di quartiere”, comprendente, ai sensi dell’art. 56 delle N.T.A. del vigente Piano Regolatore Generale del Comune di Aversa, le zone destinate alla realizzazione “delle opere per l’istruzione di base e dell’obbligo (IB), delle attrezzature religiose esclusi i conventi (AR), dei centri civici ed attrezzature culturali e sociali (CC), dei servizi sanitari ed assistenziali (H), del verde pubblico di quartiere (VP), delle attrezzature sportive (AS), dei parcheggi pubblici (P), delle attrezzature dell’amministrazione e dei servizi pubblici (AP), delle biblioteche (B), del mercato (M) e degli impianti tecnologici (IP)”: essa ha, quindi, chiesto il rilascio del permesso di costruire per la realizzazione di una struttura da adibire in parte a parcheggio (ovvero il piano interrato e il piano primo) ed in parte ad attività commerciali (ovvero il piano terra), sull’assunto della riconducibilità dell’intervento al novero di quelli ammissibili.

La descritta situazione, tuttavia, deve dirsi peculiare perché, pur apparendo l’istanza in commento analoga a quella in precedenza “bocciata” dall’amministrazione di Aversa a mezzo della determina n. 15 del 23.7.2013 (di cui s’è detto), la stessa risulta caratterizzata (senza che vi sia stata contestazione alcuna sul punto ad opera del resistente) da variazioni progettuali, nonché dall’allegazione di un atto d’obbligo riguardante la regolamentazione dell’uso pubblico del parcheggio: è evidente, allora, la necessità di vagliare l’incidenza sostanziale di tali aspetti di diversità nella opportuna sede procedimentale, per cui deve comunque ritenersi sussistente l’obbligo dell’amministrazione di provvedere in proposito con l’adozione di una determinazione espressa, e il relativo interesse di parte ricorrente.

Ricorre infatti la legittima aspettativa dell’istante a conoscere il contenuto e le ragioni delle determinazioni dell’amministrazione in quanto idonee a conferire un maggior grado di stabilità e certezza al rapporto, rilevante, nella prospettiva del privato, anche in relazione all’impegno economico correlato all’edificazione e all’esposto intento di adeguarsi alle indicazioni derivanti dall’esito negativo della precedente istanza (cfr. TAR Campania-Napoli n. 2809 del 19.5.2015; TAR Campania-Napoli n. 2816 del 19.5.2015).

Né in contrario possono valere le ostative deduzioni fatte dal Comune intimato nella memoria depositata il 9 aprile 2015, trattandosi di mere argomentazioni difensive processuali, insuscettibili di integrare la motivazione di un inesistente provvedimento amministrativo (cfr. TAR Molise n. 641 del 21.11.2014; TAR Valle d’Aosta n. 42 del 14.6.2011; TAR Campania-Napoli n. 3040 del 9.6.2011; TAR Campania-Napoli n. 16814 del 15.7.2010; TAR Veneto n. 768 del 11.3.2010), e dovendo comunque essere valutata in sede amministrativa la possibilità – mediante attivazione di un sub procedimento – di ottenere dal Consiglio Comunale di Aversa, attraverso un apposito atto d’indirizzo, la specificazione delle possibili destinazioni (tra quelle previste per le zone “G”) dell’area interessata dal proposto intervento.

Il ricorso va quindi accolto, e, per l’effetto, va ordinato al Comune di Aversa di provvedere sull’istanza presentata dalla ricorrente entro il termine di 30 (trenta) giorni dalla comunicazione in via amministrativa della presente sentenza, ovvero dalla sua notificazione, se anteriore.

Parimenti va accolta la domanda della ricorrente di nomina, sin da ora, di un Commissario ad acta, affinché provveda nell’ipotesi di ulteriore inadempienza dell’amministrazione comunale intimata all’obbligo di cui sopra.

Il Commissario ad acta viene nominato nella persona del Dirigente del Settore Urbanistica della Provincia di Caserta, con facoltà di delega ad un funzionario dello stesso Settore, il quale dovrà provvedere in via sostitutiva, previo accertamento della perdurante inadempienza dell’amministrazione comunale, entro l’ulteriore termine di 60 (sessanta) giorni, avvalendosi, se ritenuto necessario, anche degli uffici e dei funzionari del Comune di Aversa.

L’onere del compenso al Commissario ad acta viene posto, sin da ora, a carico dell’amministrazione comunale intimata e verrà liquidato con separata ordinanza ad avvenuto espletamento dell’incarico, dietro presentazione di documentata e quantificata richiesta.

La peculiarità e le modifiche normative introdotte di recente giustificano comunque la compensazione delle spese di lite.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Ottava)

definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto:

– ordina al Comune di Aversa di provvedere sull’istanza presentata dalla “Gardenia S.r.l. Costruzioni e Servizi” entro e non oltre 30 (trenta) giorni dalla comunicazione in via amministrativa della presente sentenza, ovvero dalla sua notificazione se anteriore;

– nomina, fin d’ora, per il caso di ulteriore inadempimento, Commissario ad acta il Dirigente del Settore Urbanistica della Provincia di Caserta o un suo delegato il quale dovrà provvedere in via sostitutiva, previo accertamento della perdurante inottemperanza, entro l’ulteriore termine di 60 (sessanta) giorni, avvalendosi, se ritenuto necessario, anche degli uffici e dei funzionari della prefata amministrazione;

– rinvia la determinazione del compenso del predetto Commissario ad acta a successiva ordinanza, il cui onere è posto sin da ora a carico del Comune di Aversa;

– compensa le spese di giudizio.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.